Arte per la città
La stazione diventa una galleria all'aperto. Murales, installazioni site-specific e pattern raccontano energia, movimento e rinascita, radicando il progetto nell'identità del quartiere.

energia per la città
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La transizione energetica non può limitarsi ad aggiungere oggetti alla città. Deve costruire luoghi.
Il nodo, la connessione, l'infrastruttura, il servizio. La necessità tecnica della transizione energetica.
La città, il tessuto urbano, i quartieri, le relazioni. Il bisogno di restituire qualità agli spazi pubblici.
Due mondi tenuti insieme da un'unica idea di città.
Non un luogo tecnico da attraversare, ma uno spazio accessibile a tutti: una piccola agorà contemporanea di quartiere.
HUBIS si inserisce in vuoti, margini e aree di transito — centrali o periferiche — trasformandoli in polarità attrattive accessibili a tutti. La ricarica diventa occasione per fermarsi, osservare, incontrare: una pausa che si fa esperienza urbana condivisa.

Infrastrutture elettriche sempre più diffuse nello spazio urbano, oggi vissute come presenze invasive.
Trasformare le cabine e le stazioni di media tensione da elementi tecnici invasivi in landmark culturali urbani.
Culturale, sociale e urbano: arte, inclusività e una nuova percezione della transizione ecologica.
La stazione diventa una galleria all'aperto. Murales, installazioni site-specific e pattern raccontano energia, movimento e rinascita, radicando il progetto nell'identità del quartiere.

La luce è materia progettuale: definisce le soglie, guida i percorsi e rende l'hub un landmark notturno sicuro. Sistemi LED dinamici modulano intensità e colore riducendo consumi e inquinamento luminoso.

Il verde è infrastruttura ecologica, linfa urbana. Giardini di pioggia, alberature e superfici permeabili migliorano microclima, acque e aria, creando habitat e comfort per chi sosta.

Tra umano e non umano. Tra infrastruttura e ambiente. Tra individuo e collettività. Una natura dinamica, che attraversa l'urgenza ambientale contemporanea e si radica nella storia e nella geografia della città.
Umano e non umano
Infrastruttura e ambiente
Individuo e collettività
Il progetto si struttura in cicli, ciascuno affidato a un gruppo di artisti. Ogni installazione diventa un racconto del territorio: una nuova forma della vita urbana, radicata nella storia e nell'identità di Roma.
Architettura, disegno e intaglio su temi di libertà e storia universale. Paesaggi, mappe e tracce di scrittura in stratificazioni dense.
Esplorazione multimediale tra femminismo, ecologia e attivismo. Stampa su vetro e superfici specchianti tra scultura e performance.
Stile inconfondibile costruito sulla tecnica dello stencil. Attivo a livello internazionale da Londra a Melbourne.
L'identità come trasformazione continua. Confini dissolti tra umano, animale e vegetale in immaginari mitologici e postumani.
Tra i pionieri della stencil art in Italia. Lo stencil poster trasforma la matrice in opera, mettendo in crisi la riproducibilità.
Palette intensa, elementi pop e suggestioni psichedeliche. Lo spazio urbano come campo percettivo dinamico.



Visualizzazioni di progetto. Gli inserimenti mostrano l'applicazione del sistema HUBIS a contesti urbani, reali e concettuali.
HUBIS non nasce come installazione isolata. Più hub connessi nello stesso Comune costruiscono un percorso urbano, artistico e paesaggistico.
Ogni stazione ospita un'opera, un intervento, un frammento di racconto.
Insieme disegnano una nuova mappa della città: energia, arte pubblica, verde, luce e mobilità.
Ogni hub diventa una tappa; ogni quartiere si riconosce in un frammento di progetto.
HUBIS nasce all'interno di Archigia, gruppo con oltre trent'anni di esperienza nella costruzione dell'immagine urbana, nel rebranding delle reti di distribuzione e nelle infrastrutture per la mobilità elettrica. Qui l'esperienza industriale incontra una visione culturale dello spazio pubblico.
Raccontaci il contesto: un'area, una stazione, un quartiere. Costruiamo insieme l'hub che lo riattiva.
Una stazione di ricarica può essere solo una stazione di ricarica.Oppure può diventare un pezzo di città.